Thursday, April 27, 2006

Domenica 23 Aprile 2006

Oggi a New York si ricorda il genocidio degli armeni. Il 24 aprile è la data, una specie di anniversario. Chiaramente qui le cose si fanno in grande. Time Square in parte chiusa. Grandi cartelloni. Unico problema. Piove. Tutti al centro armeno sulla 34esima e la seconda Ave. Varie personalità politiche si alternano sul palco per condannare il negazionismo del governo Turco, storico alleato degli Stati Uniti nelle guerre del medio Oriente. Proprio questo aspetto non permette ai vari governi USA di riconoscere gli atroci fatti del 1915. Tesi i rapporti tra Armeni e Turchi, la ferita è tutt’ora aperta. Continue le richieste per un chiaro riconoscimento da parte delle varie associazioni armene, l’argomento del genocidio armeno è tornato prepotentemente d’attualità in questi anni a causa della possibile entrata della Turchia nella comunità Europea. Dopo le continue violazioni dei diritti umani, il dossier genocidio armeno è visto come una delle variabili decisive per l’ammissione della Turchia all’europa che conta. Il codice penale turco condanna chi esprime pubblicamente opinioni lesive dell’onore nazionale, come per esempio, accennare alla possibilità che il governo turco abbia commesso un genocidio, cioè uno sistematico e premeditato sterminio di un intero popolo per motivi puramente razziali. Lacrime agli occhi seguo il dibattito anche se mi rendo conto che chiusi in un centro armeno la discussione non ha in nessun modo le potenzialità di colpire l’opinione pubblica che avrebbe il medesimo evento se si fosse tenuto a Time Square. Finita la commemorazione ci si sposta in un ristorante per mangiare qualcosa. Cineama Café (34 street at Third ave.). Niente di particolare. Astoria nel Queens è la prossima tappa. C’è un bellissimo Bier Garden tipicamente europeo. La Birra servita è di origine est europea e scorre a fiumi. La compagnia, relativametne nuova per il sottoscritto è decisamente interessante. Spendiamo varie ore a chiacchierare per poi piazzarci in un ristorante Greco sempre in zona Queens. Il Queens non è Manhattan e si vede. Poche macchine, poca gente, la periferia, ma in nessun modo ci si sente in pericolo. New York è soprattutto questa ed è giusto viverla nella sua totalità.

Sabato 22 Aprile 2006

Sabato la giornata inizia per una volta decisamente a rilento. Stanco dalla serata ci metto un bel po’ a riprendermi e soprattutto aspetto la nuova nottata. Si dovrebbe andare a cena con Lorenzo e amici. La serata comunque inizia sotto casa dove mi gusto i playoffs NBA a sorsaste di “Gin Martini, straight up with olives”. Bella botta. Appuntamento al Rivington Hotel dove ceniamo. Thor (107 Rivington Street btw Ludlow and Essex) il nome del ristorante di questo elegante hotel piazzato stranamente, e approvo, in una zona decisamente alternativa. Mangiamo benino, beviamo male, mentre la compagnia si rivela interessante. Soprattutto Ghiro, ragazzo amico di Lorenzo. Mona, una delle amiche di Ghiro per il resto della serata ha riservato un tavolo al Libation (137 Ludlow btw Rivington and Stanton) locale della zona, sempre Lower East Side. Bellissimo, come strutturato, pecca in maniera lieve a livello musicale in quanto propone, il solito, almeno a queste latitudini, HipHoppone commerciale. Bottiglia di Vodka che aiuta decisamente a scaldare la serata finiamo tutti a ballare felici attorno al tavolo. Alle 3.30 stanco, torno verso casa.

Tuesday, April 25, 2006

Venerdi 21 Aprile 2006

Giornatone con Shant vecchia conoscenza che non vedevo da 10 anni incrociato in chiesa nel New Jersey la domenica di pasqua. Grandioso. Da ragazzini d’estate in Turchia si sbragava come degli esagitati. Oggi invece, a dieci anni di distanza, si sbraga con una relativa calma passando da un pub scarsissimo ad un bar coi fiocchi. Il Rumors Bar (988 8th Ave e 59st.) e il bar Whiskey Blue al W Hotel (551 Lexington Ave at 47 Street) sono decisamente due opposti di New York. Preferisco il W hotel perché essendo non troppo caro offre un “crowd” molto più equilibrato. Elegante al punto giusto mi colpisce per il servizio, la qualità dei drink e per la quantità di donne sui 30 visibilmente “single” o “single wanna look like”. La serata, già lanciata decisamente bene, parte nella Lower East Side al Sin-è (Attorney Street btw Houston and Stanton) dove vedo suonare i Granian, gruppeto scarso con alla voce un ragazzo armeno.



Poi, Lorenzo chiama e finisco in un Loft dove ad un party dove mette i disch i Q-Tip (ex a Tribe Called Quest) c’è adirittura l’open Bar. A parte Q-tip (STORICO!!!!!!) per il resto la festa non vale per nulla. Finisco la serata all’Horus Café (293 E. 10th St., between Aves. A and B) non chiedetemi nemmeno perché. Locale dedicato ai Narguilé. Per chi piacciono. Per il resto rimanete lontani. Le Souk è di fianco e vale nettamente la pena.

Giovedi 20 Aprile 2006

Giovedì giornatone solitario. Prima nel pomeriggio mi butto nel mondo del Vinile. Scopro che il Virgin di Union Square è decisamente ben fornito. Pochi acquisti mirati. Torno a casa soddisfatto. La sera, stanchissimo decido di mangiare da Pepe Rosso (Sullivan e Houston), take away italiano a Soho. Proprio buono e decisamente onesto. Pienissimo e apprezzato Pepe Rosso sembra proprio un istituzione in questa zona. Bevo una birra esattamente di fronte. XY (Houston-Sullivan) e me ne torno nella Upper East Side e mi becco il primo film a caso. Lucky Number Sleven, cast d’eccezione, Morgan Freeman, Bruce Willis, Josh Hartnett, Lucy Liu e niente poco di meno che Ben Kingsley. Cast stellare per un film un po’ meno.

Saturday, April 22, 2006

Mercoledi 19 aprile 2006

Giornata di riposo al DT.UT. Solito café internet di fianco a casa che sto decisamente apprezzando. Qulache caffè per poi fare serata con Vana. Si parte in quinta con una capatina al nostro favourite Spot, il Gitane Café, dove beviamo qualcosa e ci mangiamo la mitica Fruit Salad. Seconda tappa al Pianos (158 Ludlow btw Stanton and Rivington) celeberrimo locale per concerti della grande mela. Ci facciamo offrire una tequila e via la serata è lanciata. In veloce sequenza inannelliamo DBA (41 First Ave. btw 2 and 3 streets) posto che offre una quantita spropositata di birre, XXXX, localino francese in cui i proprietari, camerieri, baristi, sono una combriccola di francesi viscidissimi che fanno il baciamano anche a rami d’alberi, arrapati da far schifo, e per non gradire, con quell’accentaccio orribile e disgustoso. Ok, sto posto mi da fastidio. Non so nemmeno come si chiama. L’unica nota positiva è che si trova a meno di un minuto da Max Fish (178 Ludlow Street tra Houston e Stanton). Felice mi bevo una Red Stripe. Vana barcolla. Si mangia una Crêpe alla Crêperie, consigliatissima su Ludlow tra Stanton e Houston. Metro e tutti a nanna.

Martedì 18 aprile 2006

In giornata mi gusto la partita all’italianissimo bar L’Angolo (108 W. Houston Street - Thompson) dove tra gli habitué dovrebbe addirittura esserci Lapo Elkann. Visto che non è la Juventus a giocare ma il decisamente più splendente Milan (almeno ultimamente) il rampollo della famiglia Agnelli non ci allieta della sua presenza, mentre Pino, proprietario del posto sembra posseduto tanto è nervoso per riuscire a fare un incasso coi fiocchi. Spiega a degli amici che ci sono dei ragazzi che hanno la precedenza perché sono sempre li, mentre io quatto quatto trovo una sedia con un tavolo, pranzo, guardo il milan faticare parecchio e perdere mentre Pino, sempre al limite della crisi cardiaca spiega alla sala che il signore al suo fianco “He’s my best customer!!!! He eats all my prosciutto…”. Fantastico con l’accento che un epiteto del genere si merita. In serata dopo una decisa abbuffata d’italianità mi regalo una seratina orientale al Mustache Café (10 Street btw 1 Ave and Ave A.) nell’East Village. Soliti amici. Solita mancanza di discorsi. Torno a casa piuttosto annoiato, cercando conforto in un buonissimo gelato al Mary’s Diary Chocolate Bar (158 1st Ave at 9th Street).

Lunedi 17 aprile 2006

Ritorno a New York in bus dal New Jersey. Interessante viaggio nella quotidianità americana. Nel weekend ho veramente esagerato con il cibo. Verso sera tanto per stare in argomento mangio una caprese da Terramare (65th Street-Madison). Poi un filmetto veloce… interessante… Thank you for Smoking. Prima di andare a letto, giretto salutare al Tower Records su Broadway e la 66esima proprio di fronte al cinema…

Monday, April 17, 2006

Weekend pasquale

Nel weekend pasquale nacanewyork prende una pausa riflessiva, fugge dalla miriade di turisti che affollano la città e si sposta nel New Jersey per festeggiare in compagnia dei famigliari. Ecco, pranzo domenicale senza troppi limiti ed una certa pesantezza nelle lunghissime ore passate a guardare il migliaio di canali che offre la via cavo da queste parti…

Venerdi 14 aprile 2006

In giornata, la temperatura mite mi spinge fino al Financial District. Zona ground zero. Decido di camminare da queste parti e devo ammettere non è che mi piaccia proprio. Verso le 13 Tamar telefona dicendomi che è libera nel pomeriggio e che ci si potrebbe vedere. Ci raggiunge anche Vana e l’altra Tamar e andiamo a mangiare al Café Gitane (242 Mott Street and Prince). Già visto, ma questo vale la pena veramente. Cibo marocchino. Qualità ottima. Servizio top e prezzi abbordabilissimi. Piazzato benissimo, a Nolita, tra Soho e la Lower East Side questo ristorante è perfetto per cominciare bene la serata. Noi ne aprofittiamo e la nostra serata inizia e finisce qui. Stanchissimo torno a casa e crollo a letto.

Giovedì 13 aprile 2006

Giornatona calda. Maglietta e basta vado al parco. Bello. Riposo, leggo, poi trovo un internet café e mi ascolto il Lugano vincere il campionato di Hockey. Richiedo Notorious Big (troppo NYC) a rete3, raba sarà felice. Sento le urla dalla Resega. Immagino che festa in giro per la città. Non sono tifosissimo ma fa sempre piacere. Rappresent Ticino. Becco Vana vicino a casa. Beviamo una margherita da Mustang nei pressi di casa mia. Sconsigliatissimo. Andiamo verso downtown dove lei dovrebbe beccare due compagni di uni di San Francisco. Finiamo al Movida (28 Seveth Ave. btw Bedford and Leroy Streets), vuoto, peccato perché le bariste meritavano, poi Opus 22 (559 W. 22nd St btw 10th and 11th Aves) qui non merita proprio nulla, nemmeno la musica che inizia con i pharcyde ma che scade troppo in fretta. Per finire raggiungiamo altri amici suoi al Plan B (339 E 10th Street, btw Ave A and B) per poi spostarci al Le Souk (47 Av. B btw 3d and 4th street). Giretto interessante. Poco interessanti i due amici di Uni di Vana con cui non mi è proprio riuscito di comunicare. Tipici ignorantoni americani. Mi dispiace generalizzare ma quando ce vuole ce vuole. Solito discorso Sweden? Oooow… Switzerland? So you speak Swiss. What does it sound like….? Ok. Ciao. Al Le Souk Vana incontra il ragazzo che le piace. Pora, dopo tre minuti di chiacchere lui si butta su una tipa tutta tette che corrisponde in maniera abbastanza appariscente. Vana triste se ne torna a casa in lacrime.Un’altra serata nella grande mela.

Friday, April 14, 2006

Mercoledì 12 aprile 2006

Giornata tranquilla con Vana al DT.UT. Caffè, panino, chicchiere. In programma ho una cena con Tamar. Ci vediamo fuori dai suoi uffici a Midtown. Di fianco ai suoi uffici c'é Jimmy Choo (716 Madison Ave. at 63d Street), celeberrimo negozio di scarpe da donna, reso tale da Carrie e compagne. Spero che qualcuno sappia di cosa sto parlando. Tamar mi porta prima al Flûte (205 W. 54 Street-btw Park Ave and Broadway), bar dove tutta la carta è a base di champagne. Bello. Intimo. Parliamo molto. Simpatica e carina mi racconta di tutto. Quando decidiamo di andare a mangiare è già tardi per andare ancora fino a downtown. Camminando decidiamo di restare in zona, passeggiamo davanti a Manolo Blahnik (31 W. 54th Street, at 5th ave, si en-plein in una giornata, mi capiranno solo le signore) e finiamo per scegliere cucina italiana in un ristorante che si chiama Moda (52 street-btw 6th and 7 Aves.). Non consigliato. Troppo caro. Ragazzi mettiamo una cosa in chiaro. L’80% dei ristoranti in sta città ha la pretesa di essere italiano o francese. Forget it. Preferisco un bel diner, con la cameriera vecchia che ti dice tipo cantilena: Hi, how are you today? My name is Sheronda what can I get for you? Comunque mangio maluccio anche se Tamar è proprio di compagnia. Ci salutiamo, lei torna nel New Jersey. Io, beato, passeggio a lungo, noto troppi turisti, mi lamento come se fossi un newyorkese vero, scatto qualche foto e me ne torno a casa. Bella notte luminosa. Merita la passeggiata da quasi un ora sulla terza Avenue.

Martedì 11 aprile 2006

Giornata soleggiata. Vado ad Union Square. Prendo una bella insalata salutare da Whole Foods catena di supermercati di eccellente qualità, mi siedo su un pezzettino di verde. Mi guardo in giro. Tantissima gente. C’è chi fa breakdance, c’è chi suona, c’è chi come me si rilassa. Torno verso casa. Mi riposo. Sono pronto a tutto. Esco e mi dico, mentre aspetto notizie dagli altri carburo con qualche birretta nel pub sottocasa. Carburo, carburo, carburo e finisco per cenare, guardare pallacanestro e tornarmene a casa senza aver nemmeno attraversato la strada.

Thursday, April 13, 2006

Domenica 9 aprile 2006

Passeggiata nel parco. Salutare. Tramonto. Romantico. Vedo due tipe che barcollano. Uno che stava facendo jogging si ferma. Ride. Mi guarda e dice: Importantissimo stare attenti a quando barcollano. Sorrido. Vado a vedere Inside Man di Spike Lee. Consigliato.

Tuesday, April 11, 2006

Sabato 8 aprile 2006

Giornata piovosa e fredda. Sento comunque il sabato ed esco bello motivato. Strade stracolme. Apro la mano e mi rendo conto che qualche frammento di grandine sta accarezzando la mia testa. Strano. Comunque fa decisamente freddo per l’abbigliamento che ho scelto e quindi decido di rinchiudermi in un negozio di dischi che mi permetto di consigliare a chiunque sia appassionato di musica. Other Music (15 E. 4th Street- Broadway). Passo quasi due ore a scartabellare. Potrei comprare tutto il negozio. Follia pura. In più ci sono anche un fottio di vinili. Li guardo. Venero. Si, devo comprarmi due giradischi e. È ora. Esco e decido di passeggiare. Sento Tamar che mi propone di andare a mangiare. Mi dice che mi raggiunge. Passeggio a Soho e mi fermo a bere un caffè rigorosamente in piedi da Dean & DeLuca (Broadway e Spring). La folla circostante è costantemente di bella presenza, oggi noto comunque, più del solito, la presenza di molti ragazzi che si tengono mano per mano o che sono in atteggiamenti evidenti. Sicuramente, dopo San Francisco, New York è il secondo paradiso omosessuale d’america. Trovo che sia decisamente bello vederli tranquillamente liberi di avere comportamenti che provocherebbero probabilmente ribrezzo alle nostre latitudini. Lo fanno con il sorriso, per nulla plateali, come una normalissima coppia etero. “Pranzo” con Tamar alle 5 in un ristorante messicano piuttosto trendy e caro di Soho. Dos Caminos Soho (475 W. Broadway at Houston). Servizio pedante tipicamente americano che faccio enormemente fatica a digerire. Come le due quesadillas che non mi permettono di consigliare sto posto. Torno a casa aspettandomi una lunga nottata. Riposino, becco Lorenzo attorno a Grand Central. Taxi verso il Meatpacking con conseguente drink al Gansevoort Hotel (Little West 12 Street) celeberrimo albergo della città. Peccato che una birra piccola e un Gin martini vengano 24 dollari e serviti in bicchieri di plastica. Ma stiamo scherzando? Improbonibile per un hotel di questo calibro. Seccati andiamo verso l’APT (419 W. 13th Street btw. 9th Ave. and Washington Street) dove veniamo rimbalzati a dovere dal buttafuori. Becchiamo Tamar e sue due amiche e ci avventuriamo al Double 0 7 dove persino con tre donne siamo rimbalzatissimi. Si decide di andare al BED (Bedny, 27 street btw 10 and 11 Ave.) discoteca molto in voga della New York notturna. Arriviamo e nuovamente si pone lo stesso problema. L’entrata. Stavolta io e lorenzo prendiamo in mano la situazione e decidiamo di prendere un “tavolo” con bottiglia compresa.



Entriamo in meno di 5 secondi e dopo altri 5 siamo sdraiati su un letto con una bottiglia di Absolut tutta per noi. Una delle ragazze se ne ciuccia praticamente metà in men che non si dica, mentre io, con calma, parlo con Tamar e Lorenzo. Si balla (poco) si vaga (molto) sui due piani del posto. Carino, soprattutto la terrazza che in estate deve essere spettacolare. Felice. Torno a casa in taxi.

Sunday, April 09, 2006

Venerdì 7 aprile 2006

Venerdi finalmente si prospetta una giornata interessante. Stranemente però, nella notte tra giovedì e venerdì, non riesco a dormire. Strano. Chissà. Verso le 18 mi dirigo verso la New York Society for Ethical Culture Concert Hall (2 West 64th Street at Central Park West) per seguire una conferenza organizzata da svariate organizzazioni armene. Oratore d’eccezione per la serata è Robert Fisk, giornalista dell’Indipendent, corrispondente dal Medio Oriente e autore di “The Great War for Civilization”, opera in cui Fisk dedica un capitolo al genocidio Armeno. Pienone in sala, Fisk è accolto come un eroe del mondo libero. La sensazione anti-bush serpeggia nell’aria senza scomodare nessuno dei Dei della Washington che conta e questo sottolinea la sterilità di questi eventi, sopratutto qui a New York City.



Fisk comunque riesce ad accattivare in maniera abbastanza pungente la platea che lo applaude ad ogni uscita sensazionalistica e anti-capitalista che ci regala. Riesce anche a far dimenticare che la sua missione principale della serata è quella di vendere il suo manoscritto, missione, che a vedere la coda alla postazione in cui è largamente esposto, è da considerarsi compiuta. Felice di sentire un irlandese parlare ampiamente del genocidio decido di non fare il polemico e in taxi con le due tamar e Hagop faccio finta di essere entusiasta. Direzione Stir (73 Street and 1 Ave.) dove stasera c’é un aperitivo armeno. Olé. Una valanga di armeni che incontro raramente e che come al solito saluto brevemente. Ci sono I soliti noti e io, Tamar, Tamar, Hagop e altri elementi che ho incrociato durante la permanenza ci divertiamo assai. Vedo anche Hratch, simpatico biricchino, lo chiamerò per una serata all’insegna della festa prossimamente. Ragazze carine poche, maschi disperati troppi, mi rendo conto di essere fortunato con al tavolo questo popò di ragazze. Bevo qualche Gin-Tonic, chiacchiero animatamente e finisco diritto diritto nuovamente in taxi con le due tamar, e Hagop. Direzione Hudson Hotel e più precisamente il Library Bar (358 W. 58 Street-8 Ave.). Bellissimo bar all’interno dell’Hudson Hotel, offre non poche sorprese ai suoi clienti. Grandioso l’arredamento stile vecchia biblioteca, sorprende sopratutto per i suoi prezzi. Ci divertiamo moltissimo, chiacchierando, si parla del più e del meno. Stanchi gli altri tornano a casa mentre io, non felice della serata, spendo 15 dollari di taxi per raggiungere Vana un pò triste al Le Souk (47 Av. B btw 3 and 4 street) bellissimo locale dell’East Village con retrogusto arabo. È veramente bello e la sua fama lo precede. Riuscire ad entrare è sempre un problema. Chiedete ad Ago un anno e mezzo fa. Vana, alle 3 di mattina riesce a trovare qualche argomento. M’intrufolo, incontro qualche resto della serata armena allo Stir, e chiaccherando scopro che le mie conoscenze sono decisamente più interessanti della media. Una ragazza carina infatti mi dice, che strano, io non potrei vivere in Europa. Voi non contate nulla. We are the Best. Ho in mano una corona con dentro una fettina di Lime. Preferisco berla.

Giovedì 6 aprile 2006.

Durante il giorno sento uno studio legale per un progetto di Document review e di traduzioni dall’italiano. Problema. Dura 6 mesi. Lugano ci vediamo presto!!!!! Sento Tamar verso sera. Siamo alla Caverna (Rivington-Norfolk). Gli raggiungo, ma il posto non ci piace, bruttissimo sia l’arredamento che l’ambiente. Servizio scarso. Si cambia. Schiller’s? Pieno. Decidiamo per L’Inoteca (98 Rivington Street-Ludlow). Bellissimo ristorante italiano. Tanti vini. Prendo in mano la situazione, decido per un Nero d’Avola, un Cannonau e ciliegina, un buonissimo Barbaresco. Gli altri guardano sorpresi. Provano. Gustano. Noto che il Cannonau piace. Bene. Io bevo il barbaresco. Molto delicato. Mangiamo poco ma bene. C’è anche Monica che mi guarda ma è fredda. Mi dispiace, ma è lei che ha il ragazzo. Finisco nuovamente al Max Fish con Vana per bere l’ultima birretta. Grande Max Fish.

Mercoledì 5 aprile 2006

Mercoledi decido che bisogna respirare. Faccio una passeggiatina nel parco. Sento Vana. Le prometto una serata tranquilla. Vuole mangiare italiano. Mi porta in un minuscolo take away a Soho. Pepe Rosso (Sullivan e Houston). Dopo più di un mese mangio il mio primo piatto di pasta, fusilli alle verdure. Buono. Bevo pure un chinotto. Ma vieni. Decidiamo di andare al cinema. Angelika Film Center nel Greenwich Village (18 W. Houston-Mercer). Vediamo Brick. Film che straconsiglio e che lascio decifrare a voi. Cliccate qui per il promo. Per finire vado a bere una birretta classica al Max Fish, stranamente pieno di belle donne. tante. Evviva la Lower East Side. L’apice per me.

Thursday, April 06, 2006

Martedì 4 Aprile 2006

Giornatone DT.UT, tanto per cambiare. Email a raffica ma risultati pochi. Vado a cena al Pastis (9 Ninth Ave at Little W. 12th St.) ristorante dei più famosi nella scena New Yorkese. Infatti è pienissimo e di bella gente. Carino, zona Meatpacking. Stasera si va all’APT.(419 W. 13th Street btw. 9th Ave. and Washington Street). È uno dei locali secondo me più trendy della città e stasera, in programma la festa della Hefty Records. Alla console Riuchy Sakamoto, Eliot Lipp, Telefon Tel Aviv, Prefuse 73. Il posto secondo me spacca da paura. Gli artisti che passano poi… Lasciamo perdere. Martedì sera, non riesco a fermare un muscolo. Ballo tutta la sera. Grandiosi tutti.





Lunedì 3 Aprile 2006

Lunedi sera ricevo una mail dal gruppetto di belgi conosciuti al concerto dei dEUS. Gli raggiungo per un aperitivo belga in una birreria nell’East Village, D.B.A. (41 First Ave. btw 2 and 3 streets). Bello, tantissime birre. Vabbé, in questo amb ito dei belgi ti puoi fidare. In programma per me c’è una serata al Mercury Lounge (217 E.Houston Street- Essex), locale storico della scena musicale New Yorkese. Stasera Kieran Hebden (FOUR TET) suona accompagnato da Steve Reid alla batteria, mito della black music, da James Brown a Miles Davis, l’illustre panoplia delle sue collaborazioni. Al concerto ritrovo Tamar, Vana e Hagop. Ci divertiamo. Performance decisamente interessante ed eclettica. Per palati fini. Ceniamo tardissimo all’Express. Notte.



Sabato 1 Aprile 2006

Sabato giornata da sabato. Non che le altre non lo siano ma ecco,questa di più. Vado a pranzo con Carol, amica che certi di voi hanno conosciuto in uno dei suoi passaggi a Lugano. Negozi, cafferino, aperitivo, e via verso casa di Taline nel New Jersey. Puntello alla 186esima… George Washington Bridge. Manhattan altissima. Praticamente Bronx. Suo fratello passa a prenderci. Ha invitato tutti per un dinner party. Si beve si mangia, tanta gente. C’è anche Monica e mentre parliamo mi rivela che ha il “ragazzo”. COSA? Scazzato le dico di smetterla di flirtare. Sono un pò deluso, ma in fondo cosa cambia? Stupido orgoglio maschile del caxxo. Decido di passare la serata con l'unica bottiglia di Gordon's che trovo in giro, simpatica, soprattutto in compagnia del fido tonic. Parlo con chi mi trovo attorno ma a parte saltuari momenti in compagnia di Vana, Tamar, e il suo ragazzo Hagop, un vero Londinese, nessuno attrae la mia attenzione. A dire il vero mi girano i coglioni. Cosa dire? Finito il Dinner Party mi ritrovo in macchina con Hratch che pensa di essere Schumi mentre la sua fiammatnte BMW M5 lo guida sulle strade che ci riportano a MANHATTAN. Finiamo al Club HOME (532 W. 27th St. Btw 10 and 11 Ave.). Bello. Discoteca vera e propria. Stanotte, con una settimana di ritardo sul ticino, cambia l'ora pure qui. Interessante. Finisco in taxi e verso le 6 a casa. Cosa dire….

Wednesday, April 05, 2006

Venerdi 31 marzo 2006

Sento Tamar verso sera. Siamo al Maritime Hotel (9 Ave btw 16-17 Street). Arrivo verso le 18.30. Ci sono Craig, sua moglie Arda, Tamar e Monica. Bevo uno scotch con Craig. Felici mi annunciano la primavera. Io, giacca di pelle, pulloverino di lana, proprio non capisco. Ci spostiamo a casa degli sposini dove Craig mi vizia con del Gold e del Green Label. Bene. Saliamo sul tetto dove loro tessono lodi spropositate alla relativa calma metereologica. Siamo nell’East Village. Una zona secondo me perfetta per vivere. Infatti sia l’appartamento che il palazzo è decisamente degno di nota. Serata divertente. Ridiamo tutti. Scatto qualche foto. Con Monica parlo molto e l’attrazione è palpabile. Andiamo a mangiare al Schiller’s Liquor (Rivington-Norfolk). Un drink al Backroom (104 Norfolk btw Delancey and Rivington) e tutti a casa.

Sunday, April 02, 2006

Giovedi 30 marzo 2006

Stasera ci sono i dEUS in concerto al Bowery Ballroom (7 Delancey- Bowery) e non vedo l’ora. La giornata infatti passa velocemente mentre penso alla serata. Divertente. Arrivo al Bowery sul presto per sicurezza. Sorpresa negativa il concerto è tutto esaurito. Mi guardo in giro e comincio a chiedere a tutti. Un gruppetto di ragazzi ha qualche biglietto e riesco ad entrare. Gruppi di supporto decisamente interessanti (Eastern Conference Champions e Bound Steem). Mi diverto. Barman e soci entrano alle 11. Spaccano tantissimo. Vecchie chicche e pezzi nuovi. Canto, mi diverto, scatto qualche foto.





Parlo con una coppia e scopro che lei è belga e che c’è un after party all’Hotel W di Union Square (17 Street and Park Ave.). Decido di andare. È quasi la una di mercoledi sera e c’è traffico dovunque. A due passi dal Bowery Ballroom c’è un club Hip Hop e esattamente come al Bowery c’erano solo bianchi, qui ci sono solo neri fuori in coda. Fantastico vedere sti personaggi usciti dai video di 50 Cent. Sorrido. Arrivo abbastanza velocemente al W Hotel dove vedo Tom Barman con qualche bella modella. Vado da lui. Gli chiedo se si ricorda di Locarno. Scusa ma non mi ricordo… mi ricordo solo che mi ero divertito molto… È normale che tu non ti ricordi… Ride. Lo saluto, continua così. Bevo una birra con la coppia di belgi. Mi chiedono la mail. Io rido, gli dico che tanto non ci vedremo e che non scriveranno. Lascia perdere dico. Lei insiste. Ok. Ma mi sono veramente rotto della gente che ti chiede il contatto per non usarlo. Capisco mi risponde. Notte.

Mercoledi 29 marzo 2006

Evidentemente yoga salta. Chiamo Tamar dicendole che al massimo riesco a fare una passegiata nel parco verso metà pomeriggio. Accetta anche se continua a tessere lodi insensate al suo metodo di Yoga impazzita. Camminando nel parco chiacchieriamo tanto, lei è proprio dolce, è una carissima amica di una ragazza di Milano che nei miei momenti a contatto con gli armeni a Lugano-Milano è una delle poche persone con cui vado veramente d’accordo. Passeggiamo nel parco. Bellissimo questo parco. La sua fama è decisamente meritata. Trasmette pace e quiete. Verso le 4.30 decidiamo di andare mangiucchiare qualcosa. Propone Rancho’s (Amsterdam Ave. and 87th Street) vicino a dove sta lei. Mentre beviamo una marguerita ci raggiunge Monica. Energia pura la tipa. Si flirta di brutto con lei. Sguardi. Sorrisi. La sento atratta e lo stesso vale per me. Andiamo verso Midtown, beviamo qualcosa a Bryant Park. Restiamo finché la temperatura lo permette. Dopo, decidiamo di entrare al Bryant Park Hotel e precisamente al Cellar Bar (40w 40th Street btw 5 and 6 Ave). Nel frattempo sono arrivate altre 3 tipe, Arda, una seconda Tamar e Taline. Bellino. Il tipo all’entrata mi guarda sospetto e mi chiede: “How old are you?” “Twentynine ripondo…. No, you are not 29…. Io rido e lo ringrazio… Dentro il posto è strapieno. Tutti incravattati tipicamente midtown, aperitivizzano direi agressivi. Noi beviamo qualcosa e con Monica la cosa cresce. Andiamo dalle sue parti per mangiare e in Taxi la sento veramente vicina. Siamo rimasti in 4 con due Tamar e Monica. Mangiamo al Loft (505 Columbus Ave.). Niente di esaltante. Poi tutti a casa.