Thursday, April 27, 2006

Domenica 23 Aprile 2006

Oggi a New York si ricorda il genocidio degli armeni. Il 24 aprile è la data, una specie di anniversario. Chiaramente qui le cose si fanno in grande. Time Square in parte chiusa. Grandi cartelloni. Unico problema. Piove. Tutti al centro armeno sulla 34esima e la seconda Ave. Varie personalità politiche si alternano sul palco per condannare il negazionismo del governo Turco, storico alleato degli Stati Uniti nelle guerre del medio Oriente. Proprio questo aspetto non permette ai vari governi USA di riconoscere gli atroci fatti del 1915. Tesi i rapporti tra Armeni e Turchi, la ferita è tutt’ora aperta. Continue le richieste per un chiaro riconoscimento da parte delle varie associazioni armene, l’argomento del genocidio armeno è tornato prepotentemente d’attualità in questi anni a causa della possibile entrata della Turchia nella comunità Europea. Dopo le continue violazioni dei diritti umani, il dossier genocidio armeno è visto come una delle variabili decisive per l’ammissione della Turchia all’europa che conta. Il codice penale turco condanna chi esprime pubblicamente opinioni lesive dell’onore nazionale, come per esempio, accennare alla possibilità che il governo turco abbia commesso un genocidio, cioè uno sistematico e premeditato sterminio di un intero popolo per motivi puramente razziali. Lacrime agli occhi seguo il dibattito anche se mi rendo conto che chiusi in un centro armeno la discussione non ha in nessun modo le potenzialità di colpire l’opinione pubblica che avrebbe il medesimo evento se si fosse tenuto a Time Square. Finita la commemorazione ci si sposta in un ristorante per mangiare qualcosa. Cineama Café (34 street at Third ave.). Niente di particolare. Astoria nel Queens è la prossima tappa. C’è un bellissimo Bier Garden tipicamente europeo. La Birra servita è di origine est europea e scorre a fiumi. La compagnia, relativametne nuova per il sottoscritto è decisamente interessante. Spendiamo varie ore a chiacchierare per poi piazzarci in un ristorante Greco sempre in zona Queens. Il Queens non è Manhattan e si vede. Poche macchine, poca gente, la periferia, ma in nessun modo ci si sente in pericolo. New York è soprattutto questa ed è giusto viverla nella sua totalità.

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