Tuesday, April 11, 2006

Sabato 8 aprile 2006

Giornata piovosa e fredda. Sento comunque il sabato ed esco bello motivato. Strade stracolme. Apro la mano e mi rendo conto che qualche frammento di grandine sta accarezzando la mia testa. Strano. Comunque fa decisamente freddo per l’abbigliamento che ho scelto e quindi decido di rinchiudermi in un negozio di dischi che mi permetto di consigliare a chiunque sia appassionato di musica. Other Music (15 E. 4th Street- Broadway). Passo quasi due ore a scartabellare. Potrei comprare tutto il negozio. Follia pura. In più ci sono anche un fottio di vinili. Li guardo. Venero. Si, devo comprarmi due giradischi e. È ora. Esco e decido di passeggiare. Sento Tamar che mi propone di andare a mangiare. Mi dice che mi raggiunge. Passeggio a Soho e mi fermo a bere un caffè rigorosamente in piedi da Dean & DeLuca (Broadway e Spring). La folla circostante è costantemente di bella presenza, oggi noto comunque, più del solito, la presenza di molti ragazzi che si tengono mano per mano o che sono in atteggiamenti evidenti. Sicuramente, dopo San Francisco, New York è il secondo paradiso omosessuale d’america. Trovo che sia decisamente bello vederli tranquillamente liberi di avere comportamenti che provocherebbero probabilmente ribrezzo alle nostre latitudini. Lo fanno con il sorriso, per nulla plateali, come una normalissima coppia etero. “Pranzo” con Tamar alle 5 in un ristorante messicano piuttosto trendy e caro di Soho. Dos Caminos Soho (475 W. Broadway at Houston). Servizio pedante tipicamente americano che faccio enormemente fatica a digerire. Come le due quesadillas che non mi permettono di consigliare sto posto. Torno a casa aspettandomi una lunga nottata. Riposino, becco Lorenzo attorno a Grand Central. Taxi verso il Meatpacking con conseguente drink al Gansevoort Hotel (Little West 12 Street) celeberrimo albergo della città. Peccato che una birra piccola e un Gin martini vengano 24 dollari e serviti in bicchieri di plastica. Ma stiamo scherzando? Improbonibile per un hotel di questo calibro. Seccati andiamo verso l’APT (419 W. 13th Street btw. 9th Ave. and Washington Street) dove veniamo rimbalzati a dovere dal buttafuori. Becchiamo Tamar e sue due amiche e ci avventuriamo al Double 0 7 dove persino con tre donne siamo rimbalzatissimi. Si decide di andare al BED (Bedny, 27 street btw 10 and 11 Ave.) discoteca molto in voga della New York notturna. Arriviamo e nuovamente si pone lo stesso problema. L’entrata. Stavolta io e lorenzo prendiamo in mano la situazione e decidiamo di prendere un “tavolo” con bottiglia compresa.



Entriamo in meno di 5 secondi e dopo altri 5 siamo sdraiati su un letto con una bottiglia di Absolut tutta per noi. Una delle ragazze se ne ciuccia praticamente metà in men che non si dica, mentre io, con calma, parlo con Tamar e Lorenzo. Si balla (poco) si vaga (molto) sui due piani del posto. Carino, soprattutto la terrazza che in estate deve essere spettacolare. Felice. Torno a casa in taxi.

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