Tuesday, March 21, 2006

Domenica 19 marzo 2006

Mi sveglio dopo una dormita mai vista. Fame. Hamburger Heaven. Ci mangiamo il vero hamburger all’americana. Facciamo un giretto domenicale a Time Square dove assistiamo ad una scena di ordinaria follia americana. Ad un certo punto vediamo un orda di ragazzini impazziti correre tutti verso una direzione, i ragazzini sono tanti, a tal punto da creare una considerevole confusione. Spaventati osserviamo la scena senza però capire di cosa si trattasse. Tanto confusa la situazione che i poliziotti, sorpresi quanto noi hanno tolto le pistole puntandole sui ragazzi. Ho notato un parapiglia generale e qualche pugno volare. Ma devo ammettere che in nessun modo ho potuto percepire cosa fosse successo veramente. Altre macchine della polizia e un bello spavento, nulla di più. Ecco l’antipasto per i Miami Heat al Madison Square Garden. Arriviamo in netto anticipo dopo aver tenuto il naso all’insù sotto l’Empire State Building.



Raba, che al Garden è decisamente più di casa del sottoscritto, mi guida fino ad una postazione in cui riesco tranquillamente a scattare qualche foto. Bello. Bella sensazione quella di essere al Garden, uno dei tempi della pallacanestro, uno di quei parquet su cui Jordan ha scritto la storia della pallacanestro. Il brividino mi corre attraverso la schiena e felice come un bambino in un negozio di giocattoli mi guardo in giro incuriosito. Raggiungiamo le nostre postazioni, decisamente rialzate, ma comunque comode per gustarsi un degno spettacolo. L’ambiente al Garden è di quelli meno contaminati dalla cultura Europea. Giusto ricordare che New York è una città molto europea, che spinge in quella direzione e che cerca in ogni modo di districarsi dall’etichetta poco lusinghiera delle altre metropoli a stelle e striscie. In barba a questa teoria dentro al Garden c’è un odore di fritto e di carne cotta che non può altro che lasciare il segno. Completamente massacrati dall’odore nauseabondo raba ed io facciamo tombola e ce magnamo il “foot long hot dog”, trattasi di bestione da circa 20 cm di lunghezza che viene comunque divorato in tre nanosecondi. La partita si rivela noiosa, troppo forte Miami, bello vedere Shaq e Wade dal vivo. Sono felice, grazie Raba.







Partita finita, si esce al freddo di nuovo. Mi sembra di avere accennato poche volte che le avventure dei vostri eroi sono condite da un clima che non si addice a sortite di nessun tipo. Mi dico che raba deve vedere il Meat Packing. Prendiamo la A verso la 14esima. Peccato che sta volta il naca stecchi completamente sbagliando zona, finisce nell’apice west del west village. Eccolo. Si guarda in giro e come una folgorazione si ricorda che da queste parti c’è il Corner Bistro (331 W. 4th Street-Jane Street).“What everyone's really here for is the Bistro Burger: an eight-ounce slab of juicy grilled beef piled several inches high with melted cheese, bacon and raw onions. Served on a paper plate that invariably turns into a greasy pulp, it's one of the heftiest, messiest and, at $6, cheapest chunks of cow you'll have in this town” Notte.

3 Comments:

At 11:28 PM, Anonymous Anonymous said...

ah..ecco...mi sembrava strano ke nn ti saresti perso almeno una volta...e mittttico raba.
naca, metti un po + di foto, oppure fai una foto gallery...é troppo bello vedere NY attraverso le tue foto (soprattutto x uno come me ke da quelle parti nn ci ha mai messo piede e ke quindi oltre alle foto-cartoline nn conosce niente o quasi...)
saluti svizzeri (?!)...

 
At 10:28 AM, Blogger NACA said...

ok...
ora parto con mega foto woody...
;D

 
At 12:36 PM, Anonymous Anonymous said...

Preferisco non dire nulla, potrei venire censurato!

 

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