Sabato 25 marzo 2006
Giornata ripiglio. Risveglio difficile e pranzetto ancora peggio in compagnia dei miei amici di Milano. Terramare (65th Street-Madison) è un café tipicamente italiano. Si mangia italiano, si parla italiano. Ammetto che cerco di stare alla larga dai posti italiani, anche se a New York è praticamente impossibile. Vabbé. Piadina con rucola e ricotta. Mi sento a casa. Quasi. Raggiungo Lorenzo downtown. Passeggiatina a Soho, ci si lamenta della serata… troppo tardi, troppa festa, ma quando ci tiriamo in quadro? Quando? Quando? Sono anni. Finiamo al Sui Lounge (Spring-Mulberry). Bello, ci raggiunge Lea, amica di Friborgo in visita al fratello per il weekend. Drink veloce, scappo a casa che alle 9 devo essere da Monica. Arrivo un pelo in ritardo, giustamente cool qua in America. Entro, ed eccomi in un appartamento con 7 ragazze e un solo altro tipo. Bevo qualcosina, parlo, sembrano tutte simpatiche, 4 addirittura carine. Si mangia Sushi, c'é chi fuma. Si va al 49 Grove (49 Grove St. btw Bleecker St. and Seventh Ave.). Taline e Michelle in taxi con me insaccano a dovere il taxista reo di aver preso una Avenue trafficata. Eccoci. New York City. Coda kilometrica davanti al locale ma visto che Michelle conosce entriamo subito. Il posto spacca. Stilosissimo tutto. Musica very attiva. Festa. Fiumi di alcool. Tutti ridono. Si parla, si balla… olé… arriva Lorenzo, innamorato delle armene. Da un momento all’altro mi trovo in taxi con Monica e Tamar. Arriviamo a casa loro. Café Noir. Torno da me alle 7. Distrutto. Bellissima serata.

3 Comments:
Beh potevi essere un po' meno esplicito. "....... tornato a casa alle 7" :)
esplicito?
trovalo tu un taxi quando vaghi come uno zombie fulminato alle 6 di mattina.... che problemi ne...
allora? Sei il nuovo king di pregassona?
aspetto il contratto va...
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